Bisogna darsi da fareFinalmente, dopo tanto lavoro, siamo riusciti a mettere un abito nuovo a un'attività che, anche se non era così vecchia da buttar via, aveva bisogno di uscire di nuovo in giro con un aspetto più pulito e splendente. Adesso possiamo di nuovo uscire in piazza, o meglio dire nella rete, far vedere di nuovo quanto la lingua sarda è capace di stare senza nessun appoggio nel tempo moderno. Vogliamo far sapere a tutti che, la lingua sarda non è agonizzante, soffocata da una globalità che si spande come una goccia d'olio nell'acqua. Anche questo modo di uscire allo scoperto è una prova che si possono ostacolare le culture egemoni che si servono delle lingue come una punta per sconfiggere chi si ribella. La globalità non è soltanto uno scambio commerciale dei beni di ognuno che vanno in buona parte verso dei più forti e potenti e lascia in povertà e in miseria quelli che non riescono a contrastarli; è anche l'impoverimento delle tradizioni dei popoli, il perseguire i sogni di un vivere moderno propagandato dai media stranieri o nostrani, è un non tener conto delle frontiere della mente, dei bisogni diversi, della ricerca di un modo più felice e saggio di passare la vita, seguendo quanto ci hanno lasciato in eredità e migliorandolo,i nostri antenati. Anche i sardi debbono dire di no alla libertà che si prende il più forte di dire che se va bene a lui va bene per tutti. Anche le lingue sono così, e così è l'egemonia culturale quando la pressione delle industrie mediatiche soffocano con la loro potenza le voci contrarie, o che perlomeno, dicono che non è vero che siamo tutti uguali. Lo stato italiano dice di volerci tutelare, che l'intenzione di salvaguardare le culture e le lingue minori è mettere in pratica quanto stabilito dalla costituzione della Repubblica. Certo l'ha detto e ha fatto anche una legge apposita, ma questo non vuol dire molto: Lo stato ci può tutelare e custodire anche se ci mette dentro un museo. Non tocca allo stato tutelarci, o almeno non soltanto allo stato, tocca a noi stessi tutelarci e a darci da fare per non essere soffocati dalla pressione delle lingue dominanti. La lingua Sarda è una lingua di una minoranza e ha in mezzo alle lingue di minoranza un posto molto importante, perché è usata da molte persone e perché ha radici antiche e forti. Quel che facciamo con la lingua sarda può essere di aiuto e di esempio per le altre lingue di minoranza, sia che queste siano dentro le frontiere dello stato italiano, sia che siano in altri stati Europei. La nostra riuscita di rimanere con coraggio e perseveranza in mezzo alla comunicazione globale, può incoraggiare tutti quelli che ancora stanno in bilico, che hanno paura di farsi notare, di contrastare, di uscire allo scoperto in mezzo a un mare di voci demoralizzanti. forza paris |