Sintesi delle norme di base: ortografia, fonetica, morfologia, lessico.
Elaborate dalla commissione degli esperti:
Eduardo Blasco Ferrer
Roberto Bolognesi
Diego Salvatore Corraine
Ignazio Delogu
Antonietta Dettori
Giulio Paulis
Massimo Pittau
Tonino Rubattu
Leonardo Sole
Heinz Jurgen Wolf
Matteo Porru, segretario
Isterrida
A distanza di poco più di vent'anni (1978) dalla proposta di legge di iniziativa popolare per l’introduzione in Sardegna del bilinguismo e il riconoscimento dei diritti di tutela garantiti dall'art. 6 della Costituzione della Repubblica Italiana, di un decennio (1992) dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, di quattro anni (1997) dalla legge regionale sarda n.26, di due anni (1999) dalla legge della Repubblica italiana n. 482, sono più attuali che mai le prospettive di ufficializzazione della lingua sarda e di un suo uso ampio da parte delle istituzioni pubbliche e private.
L'uso ufficiale e formale del sardo è in grado di assicurarne nuova forza e presenza, al pari delle altre di ambito statale e internazionale. La nostra lingua sarda, perché abbia la possibilità di svolgere appieno le funzioni che competono a una lingua ufficiale, ossia ampia circolarità per messaggi orali e scritti di qualsiasi natura, nonché certezza, coerenza, univocità, efficacia, forza, diffusione, in una parola "equipollenza" con le altre lingue, non può fare a meno di avere norme certe, universali e condivise. Norme che costituiscano punto di riferimento unico e sovralocale per qualsiasi utilizzatore sardo o esterno. Ecco perché, dunque, con tempestività rispetto alle nuove esigenze d'uso del sardo derivategli dal nuovo quadro giuridico e in risposta al desiderio di molti sardi di proiettare il sardo verso il futuro, già dal 29.12.1998, la Giunta Regionale ha provveduto a stipulare una convenzione, conferendo un incarico tecnico-scientifico in materia di linguistica sarda, in riferimento alle finalità della LR n. 26/1997, essenzialmente per elaborare un’ipotesi di normalizzazione ortografica e un progetto di unificazione linguistica(1)
La commissione
Gli esperti, sfruttando la possibilità concessa dalla Convenzione (2) stessa (elaborare e presentare, anche in equipe con altri esperti convenzionati), a partire dal 10 giugno 1999 fino al 28 febbraio 2001, si sono riuniti per 21 volte, costituendo di fatto una Commissione, con l’impegno di raggiungere, dopo dibattito ampio ed esaustivo, un accordo unanime circa le finalità proposte dalla Convenzione.
Gli esperti convenzionati sono studiosi di lingua sarda e linguisti di provenienza universitaria, scelti per le loro conoscenze, per la notorietà dei loro studi in materia di lingua sarda e di pianificazione linguistica. Per la sua stessa composizione, rappresentativa di diverse scuole di pensiero in relazione alle finalità da raggiungere, e per il suo operare senza pregiudiziali o condizionamenti, in piena indipendenza di elaborazione e giudizio, la Commissione è ampiamente rappresentativa e autorevole.
Partendo da ipotesi diverse, testimoniate anche dagli interventi orali e scritti nel corso delle numerose riunioni e dalle singole proposte presentate, la Commissione è giunta alla proposta conclusiva che qui presentiamo. Come è naturale in una opera di tale importanza e delicatezza, articolati e complessi sono stati i percorsi compiuti. Nei casi di più difficile soluzione, si è lasciata libertà d’uso in via sperimentale. Qualche caso dubbio e alcuni fenomeni non presi in considerazione non sono stati avviati a conclusione ma lasciati a un eventuale esame successivo da parte degli esperti che fossero, in futuro, chiamati a perfezionare il lavoro qui presentato.
- "Elaborare e presentare, anche in equipe con altri esperti convenzionati, entro i termini per ciascuno indicati:
- una ipotesi di normalizzazione ortografica della lingua sarda, entro tre mesi dalla decorrenza della presente;
- un progetto, anche se non esaustivo, di unificazione linguistica ad esclusivo uso dell'Assessorato [della PI], entro cinque mesi dalla decorrenza della presente;
- uno studio tecnico-scientifico circa l'applicabilità operativa, sotto il profilo culturale, di procedure ed azioni tendenti al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità della legge in riferimento alla propria materia, in vista soprattutto del piano triennale previsto dalla medesima, entro la fine della decorrenza della presente convenzione" (dalla Convenzione)
- Prima convenzione n . 59/117 del 29-12-1998.
Seconda convenzione n. 52/105 del 28-12-1999
La Norma della "Limba Sarda Unificada"
(LSU)
La Norma elaborata può essere liberamente usata da chiunque, principalmente dalle Amministrazioni pubbliche e private, ma anche dalle imprese di ogni tipo, dalle associazioni, dagli organi di informazione, dalle scuole, dalle società telematiche e informatiche, ecc. L’Assessorato della Pubblica Istruzione si impegna a presentare al pubblico le ragioni e le singole norme della LSU, perché se ne faccia una vasta sperimentazione e uso, anche per poter apportare, a ragion veduta, eventuali modifiche o integrazioni.
La LSU è una lingua di riferimento, una lingua modello, basata sulla analisi delle varianti locali del sardo, sulla classificazione dei fenomeni essenziali (per i quali si riscontrano differenze fonetiche e morfologiche) e, infine, sulla selezione (all’interno dei singoli esiti reali e locali), caso per caso, di un modello ampiamente rappresentativo e compatibile con il complesso delle varietà locali.
Nella selezione del modello, è stato preso in esame tutto il sardo nel suo complesso, senza stabilire confini o preferenze. Ogni variante e ogni fenomeno fonetico diverso dagli altri è stato considerato con attenzione, in vista della scelta del modello. La decisione è avvenuta in base a criteri e modalità che sono espressi con chiarezza nelle Norme. Il risultato è una lingua naturale "elaborata" tramite correttivi e compensazioni, "mediata" attraverso la ricerca della massima coerenza e ampiezza d’uso, più sistematica rispetto alla tradizione letteraria e alle singole varianti locali, più irregolari.
La LSU si presenta quindi come una lingua sovraordinata, rappresentativa delle varianti locali, che comunque continuano a svolgere appieno il loro ruolo di strumenti di comunicazione locali e comunitari. La LSU convive con esse ma si candida ad essere un sistema di comunicazione di uso più ampio e generale, la lingua per gli usi formali, nell’amministrazione, nella radio e tv, nei quotidiani, nei periodici e nell’editoria, nella scuola, nel commercio, nel turismo, nell’economia. La LSU è quindi una lingua sovralocale, uno strumento di comunicazione che fa da "tetto" alle singole varianti locali; non è lingua "esclusiva" ma "complementare" rispetto ad esse. Solo se noi sapremo superare i localismi di ogni tipo, ci renderemo conto, infine, che la LSU può essere davvero la lingua più ampiamente rappresentativa di tutti i Sardi.
La LSU può essere pronunciata, da chi la apprende per la prima volta e non ha una variante locale di riferimento o appartenenza, secondo una pronuncia tipo, indicata nella prima parte delle Norme, a lato di ciascun fenomeno preso in considerazione. Per chi invece parla il sardo correntemente, la LSU può essere resa secondo la pronuncia della variante locale di appartenenza.
Nelle Norme sono contenuti anche i criteri per il trattamento del lessico generale e settoriale e indicazioni circa l’ampliamento e ammodernamento della lingua sarda, unica garanzia e forza per il suo sviluppo futuro.
Sviluppo della LSU e sua diffusione
Per il perfezionamento, gli eventuali aggiustamenti e sviluppi della LSU, e quindi la sua diffusione, presenza e affermazione in ogni ambito e uso, si rende necessario, come previsto dalla Regione e proposto dall’Osservatorio della lingua e della Cultura della Sardegna, dare applicabilità operativa e continuità all’opera compiuta dalla Commissione degli esperti, attraverso una istituzione specifica: l’ Istitutu de sa Limba Sarda.
On. Pasquale Onida
Assessore della Pubblica Istruzione
Regione Autonoma della Sardegna